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Archivi degli Architetti

 
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Le biografie si articolano in due pagine. Nella prima è presente il profilo biografico dell'architetto e una bibliografia essenziale. Nella seconda pagina compare invece l'elenco dei progetti principali del biografato e, in particolare, sono evidenziati quelli corredati da una scheda con relative immagini, le quali, quindi, possono essere visualizzate. Per reperire le biografie degli architetti associati a studi di architettura, consultare l'elenco alfabetico sotto la lettera S.

 
 
  • BALDESSARI, Luciano

    BALDESSARI, Luciano

    Rovereto (TN) 10 dicembre 1986 - Milano 26 settembre 1982

    Luciano Baldessari compie la sua prima formazione nella Scuola Reale superiore elisabettina di Rovereto; è allievo di Luigi Comel, professore di Disegno a mano libera e di pittura. Partecipa nel 1913 al Circolo culturale futurista fondato dall'amico e maestro Fortunato Depero. Nel 1922 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Completa la sua formazione artistica a Berlino (1922-19226) - incontra gli architetti Mies van der Rohe, Walter Gropius, Hans Poelzig, Ernest Neufert - e a Parigi (1925), dove si dedica alla pittura. Rientrato a Milano prende parte attiva nel movimento per l'architettura razionale in Italia, realizando opere quali il Bar Craja (1930, con Figini e Pollini), il Palazzo per uffici Daf (1931-1932, con Figini e Pollini), il complesso industriale Italcima (1932-1939, con Gio Ponti), il Padiglione della stampa per la V Triennale di Milano (1933). Durante la guerra si trasferisce a New York (1940-1948) occupandosi di pittura e scenografia in contatto con i maggiori artisti dell'epoca (Léger, Calder, Ozenfant, ecc...).
  • BARTOLI, Giovanni Paolo

    BARTOLI, Giovanni Paolo

    Pola (Croazia) 1936 -

    Giovanni Paolo Bartoli, primo dei quattro figli di Gianni e Lina Fonda, nacque nel 1936 a Pola, dove il padre lavorava dal 1929. Nel 1940 la famiglia si trasferì a Trieste, dove Bartoli tuttora risiede. Laureato in Architettura a Venezia, iscritto all'ordine degli architetti della provincia di Trieste dal 1968, svolge attività tecnico-operativa dai primi anni Sessanta. Interessato all'urbanistica e alla progettazione, al recupero e restauro di edifici, al turismo nautico e congressuale, all'edilizia scolastico-assistenziale, opera sia nel settore privato sia in quello pubblico, concentrando la propria attività soprattutto sulla città di Trieste e sulle zone limitrofe. Nel 1981 ha realizzato il restauro della Stazione marittima, in seguito trasformata in Centro congressi (1984-1992). Nel corso della sua carriera professionale ha elaborato il piano dell'area dell'ex Ospedale psichiatrico provinciale di Trieste (1986) e il piano di recupero di Cittavecchia (1987); ha curato restauro di edifici come il faro Lanterna (1990-1992) e il Palazzo Revoltella (1989).
  • BAZZANI, Cesare

    BAZZANI, Cesare

    Roma 1873 - Roma 1939

    Cesare Bazzani nasce a Roma il 5 marzo 1873 da Luigi, pittore e scenografo, e da Elena Fracassini-Serafini. Frequenta la scuola di applicazione di Roma, si laurea in Architettura tecnica (Ingegneria civile) nel 1896. I primi anni di professione lo vedono impegnato in una serie di progetti e di studi di vario genere tra cui saggi di restauro di edifici medievali di Roma: l'Albergo dell'Orso, il Palazzetto della Fornarina e alcune casette al rione Regola. Nel 1906 vince il concorso per la Biblioteca nazionale di Firenze; due anni dopo vince anche il concorso per la Galleria d'arte moderna di Roma. Questi due successi saranno decisivi per la sua fama. Nel 1913 pone allo studio il progetto per il Ministero per la pubblica istruzione. La sua attività diventa intensissima. Bazzani realizza in varie città italiane una lunga serie di edifici civili, di chiese, di palazzi del governo, palazzi delle poste, case del fascio e del mutilato, sedi di amministrazioni locali, banche e scuole, disseminate in 68 città italiane, una produzione tale che tutte «le opere da lui progettate e costruite messe insieme costituirebbero, loro sole, una città vastissima», come ebbe a dire Gustavo Giovannoni commemorandone la morte avvenuta a Roma il 30 marzo 1939.
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