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Archivi degli Architetti

 
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Le biografie si articolano in due pagine. Nella prima è presente il profilo biografico dell'architetto e una bibliografia essenziale. Nella seconda pagina compare invece l'elenco dei progetti principali del biografato e, in particolare, sono evidenziati quelli corredati da una scheda con relative immagini, le quali, quindi, possono essere visualizzate. Per reperire le biografie degli architetti associati a studi di architettura, consultare l'elenco alfabetico sotto la lettera S.

 
 
  • BERZOLLA, Pietro

    BERZOLLA, Pietro

    Nato il 5 febbraio 1898 nel castello di Muradello di Pontenure in provincia di Piacenza, da Andrea ed Emma Lamoure, visse a Saliceto di Cadeo dovre frequentò le scuole elementari. A Piacenza frequentò le scuole tecniche e un anno fu iscritto all'istituto "Gazzola" con il pittore Luciano Ricchetti. Su consiglio dei suoi professori Francesco Ghittoni e Camillo Guidotti si iscrisse nel 1913 all'Accademia di belle arti di Parma dove fra gli altri ebbe come insegnanti De Strobel, Baratta, lo storico dell'arte Mario Salmi, l'architetto Mancini e per breve tempo Giulio Ulisse Arata.
  • BIASI, Gino

    BIASI, Gino

    Gino Biasi, conosciuto anche come Mimo Biasi, nasce a Udine il 9 marzo 1928. Dopo aver conseguito la maturità artistica, si iscrive all'Istituto universitario di architettura di Venezia per poi proseguire gli studi, dal 1953 al 1955, all'Ecole d'architecture Athenaeum di Losanna, dove entra in contatto con Alberto Sartoris. Svolge un breve periodo di apprendistato presso l'atelier di Sartoris sul lago Lemano pur essendosi già avviato alla professione di architetto, che esercita a Udine sin dai primi anni Cinquanta.
  • BOICO, Romano

    BOICO, Romano

    Romano Boico si diploma al Regio istituto industriale di Trieste nel 1930, la scuola che formava i Baumeister, e svolge il suo primo apprendistato come tecnico in Liguria, successivamente nel Comune di Zara, infine ad Arsia, durante la realizzazione della città mineraria progettata da Gustavo Pulitzer Finali. Prosegue gli studi negli anni della guerra all'Università di architettura di Venezia, dove si laurea nel 1944, e dopo alcuni trasferimenti a Gorizia e Milano si ristabilisce Trieste, per ricominciare una nuova carriera professionale di architetto. I suoi primi lavori sono ancora ricchi delle suggestioni ricevute dal classicismo mediterraneo, visto e studiato negli anni Trenta e Quaranta, come nel villaggio-giardino di case popolari a Cologna in Monte (1946) e nel progetto per la sopraelevazione con giardino pensile dell'Istituto nautico a Trieste (1946), ma si orienta rapidamente verso altre tendenze.
  • BUSIRI VICI, Michele

    BUSIRI VICI, Michele

    L'attività professionale di Michele Busiri Vici, iniziata dopo laurea in Ingegneria nel 1921, si intreccia profondamente con quelle dei fratelli Clemente e Andrea. La comune educazione alla perfezione, derivata dall'appartenere a una famiglia la cui storia risale al Settecento e può vantare illustri architetti accademici di S. Luca, li conduce a concezioni e scelte affini, elaborate per una committenza aristocratica e alto borghese. Nei lavori ideati si delineano quei caratteri dello stile Busiri Vici che segnerà un'epoca. Un'architettura della continuità, non di rottura, omologa al contesto dominato dal Barocchetto romano, ma perfettamente riconoscibile, aperta alle istanze contemporanee, fedele alla tradizione del costruire.
  • CALANDRA, Roberto

    CALANDRA, Roberto

    Figlio di Enrico, architetto, storico dell'architettura e docente di grande spessore, Roberto si laurea in Architettura nel 1937 presso la Scuola superiore di Architettura di Roma. Nel 1939 consegue il Master of Science in Architecture presso la Columbia University di New York e progetta il padiglione italiano per l'Expo mondiale del 1939 della città statunitense, dedicandosi allo studio delle opere di Frank Lloyd Wright, Richard Neutra e Rudolf Schindler, alcune delle quali avrà anche modo di visitare. Dal 1940 è impegnato in guerra e, dal 1943 al 1945, è internato dai tedeschi nei campi di concentramento in Polonia e Germania. La sua attività progettuale si colloca quindi, quasi per intero, nel dopoguerra: partecipa in gruppo ai concorsi per il Lido di Venezia (1946), per il Piano regolatore generale di Enna (1946), per la sistemazione della Fiera di Messina (1947), occupandosi della ricostruzione con numerosi progetti di edilizia residenziale pubblica e privata, restauri architettonici e piani urbanistici.
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